Come mai ci hai messo tanto?

1 Mag

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C’è un mondo che racchiude un mondo, che racchiude un mondo, che racchiude un mondo

Ed è forte questo girotondo che trattengo a stento che non dormo più

Arriva ogni volta solo, con un po’di zelo, sotto un cielo scuro.

E’ una casa piena di paure, di risposte mute, d’ironia condite.

 

Ricado nella banalità dei versi, in altri tempi impressi, che il tempo ha portato via

Trattengo le scorie del passato, l’esser del mio stato, che riconosci tu

È un luogo se vuoi singolare, ma non star lì pensare, per poi scoprirlo uguale

Son strade su cui mi sono perso, ho rallentato e corso, che mi han portato qui

 

Ma tu, che t’affacci a questo mondo nuovo, trattieniti il perdono e resta ancora un po’

Riscalda la fine dell’estate, le mie fredde serate, l’andar del tempo che non ho

E se sarà futuro, rimescola il pensiero, se sembra troppo scuro

È solo la tua prospettiva a non tenerti viva, tu stringi ancora un po’

 

Ricorda, la vita ti peggiora e poi ti lascia sola se non la scuoti tu

Per niente regolare, solo un dare e dare che nulla torna più

E ridi, di quello che è passato, che è tutto superato e parte resterà

Di un mondo, che racchiude un mondo, che racchiude un mondo, che racchiude un mondo

 

(Nico)

Essere mai abbastanza

12 Nov

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La distanza tra te e il tempo è una serie di passi tra la gente

E fotografie e ricordi di futuri che affacciati stanno lì a guardare.

Bergamo è una donna bigotta e borghese,

Che vive sui rintocchi di campane e si illude di avvicinarmi a te,

Ma tu sei lontana, lontana da te.

 

Dimmi che esisto ancora

Dimmi che non sono io

Dimmi che è tutto qui

Per non essere mai abbastanza.

 

Amore, sarebbe una torcia nella notte,

Uno squarcio per chi si guarda dentro,

Ora che abbiamo appreso che davvero conta apparire.

Mentre le puttane combattono, ai piani alti stanno a guardare

Chiedo a te come si fa

Ad andare, a guarire, perfino a ridere

In mezzo tutto questo rancore.

 

E conosco le droghe, la dipendenza e le bugie

Mentre le foto profilo ricordano,

che non hai pianto mai.

Finto, ci circonda un mondo finto

Che ti fa sembrare di non essere mai abbastanza.

 

Dimmi che esisto ancora

Dimmi che non sono io

Dimmi che è tutto qui

Per non essere mai abbastanza.

 

Eppure eri lì

Eri accanto a me tra la gente che passa e non si riconosce

Eri mia madre sposa in ottobre inoltrato

Eri tutto quello che non sono mai stato

Eri anche quando ancora non c’eri

Ed io non ero mai abbastanza.

 

Deponi le armi, gli occhi e i pensieri

E monta sorrisi per scoprire che

Essere abbastanza è tutto quel che eri.

 

(Nico)

Tra un amore e una guerra

23 Mar

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Ciao,

E senti come è forte un ciao se ti scrivo da qui.

E qui non è lì e lì non è qui.

Certo che Firenze è bella si, è bella anche così

Ma se fossi qui. Se fossi qui.

 

Il grigio dell’asfalto ti inchioda alla fermata del tram

Una valigia ed un bacio di chi non resterà

Ed il rumore che fa già da sfondo

Quando non ci sei

Mentre compaio negli istanti dei turisti

Che portano via una fotografia

Di chi non tornerà.

I modi assurdi, le lune, le parole

Mentre oggi non ci sei.

 

E Il tempo che s’adagia

In mezzo a queste stagioni

Prende a pugni il cuore

Mentre le tue labbra sono via di qui

E manca, manca si

 

Tutto e niente,

Si ripeterà

In un altro universo, in un altro modo, in un’altra città.

Mentre l’Arno scorre e non smetterà.

 

 

E poi Firenze è bella, bella si

Se fossi qui. Se fossi qui.

 

In mezzo ai disastri, in mezzo ai chilometri

Ci siamo noi, a volte a dieci centimetri

Impercorribili.

Diversi dal tempo in cui

La risposta giusta a un ti amo era un bacio

E non una parola in più

 

In mezzo a quelli che si lasciano

In mezzo a quelli che ripartono e chissà poi come andrà

In mezzo a treni senza binario

Ai giorni di un calendario che non ci sono più

 

E ritrovarsi poi nei compleanni a dirsi:

“Non è niente, è solo un po’ di vita che se ne va

E che ricomincia diversamente ma ricomincia.”

 

Ritorno a bellissimi futuri

A disastri interiori

Mentre Firenze sullo sfondo

È bella si, è bella anche così.

 

(Nico)

Ci vediamo domani

13 Gen

 

Finisce qui, come la storia è cominciata

Nel silenzio di un letto freddo, che ricorda un po’ quando sono nata.

E che mi amavi lo sapevo, me l’hai sempre dimostrato

Anche quando dei miei vent’anni un ricordo non l’ho avuto.

E più ti guardo e più ti giuro che me ne vorrei andare,

Ma ho queste gambe e questa voce che nemmeno mi fa parlare.

Ma io ti aspetto ogni sera poco prima di dormire

E mi manchi proprio come, una mamma sa mancare.

 

Ero solo una bambina, con la colpa d’esser viva

E aver fatto materia dei sogni molto più che della vita.

Avrei voluto che ogni giorno, fosse stato colorato

Avrei voluto raccontarti del ragazzo della foto,

Avrei voluto venisse il giorno in cui ti vesti in bianco,

Avrei voluto un segreto in grembo e tu nonna al suo fianco.

Avrei voluto e non c’è stato, avrei voluto un desiderio

Anche solo per maledirlo, per rinnegarlo, se fosse vero.

 

Ti ricordi, ti ricordi, ti ricordi, ma che ricordi se non riesco nemmeno a parlare

E questa stanza, questa stanza sembra quasi un ospedale

E quel diamante, quel diamante che t’ha fatto innamorare

T’ha dato in cambio me e lo giuro preferivo non venire.

Era un banale desiderio: una vita normale di cui potersi lamentare,

Ma mi scappava tra le braccia senza farsi più acchiappare,

Poi si sa che è solo una ed indietro non si può tornare

Ma dimmi almeno se ti manco come una figlia sa mancare.

 

Vedi mamma che non sai, che ogni giorno ti ho ascoltato,

Ed ho amato sempre più forte anche chi poi se n’è andato

E ti ho amata anche quando non riuscivi più a capire

Che ti sembrava non lottassi ma erano le forze a mancare

Anche se immobile, ci sono stata, ogni volta che ho potuto

Tienimi con te, ora che vado, come facevi con la foto

Di me bambina spaesata, dentro un mondo da affrontare

Per chi è sano, per chi riesce, per chi ha il privilegio di poter lottare.

 

E’ tutto mamma, poche semplici parole

Che t’avrei detto nei miei vent’anni che non ho potuto dire

E per gli abbracci, quelli, che non t’ho mai potuto dare

E per i baci, quelli, che non dati fanno male.

Chiedo scusa, ora, perché non l’ho mai potuto fare

Spero che tu possa un giorno ridere e capire

Ora vivi, mentre io vado, lascio un sorriso tra le tue mani

Sono tranquilla mentre ti dico:” Comunque vada, ci vediamo domani”.

 

(Nico)

Le persone buone non restano sole

4 Lug

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Lega i tuoi 25 anni a un dito, stretti, così stretti che nessuno possa portarteli via.

Conta i tuoi sorrisi più veri, lascia per strada quei cattivi pensieri.

Ti sei mai chiesta cosa te ne fai, dove li porti e per quanto li avrai

Che per sopportarmi, il tempo io non l’ho avuto mai.

 

Stringi una mano che ti porti lontano, cerca i ricordi nei giorni più scuri

Soffri quel poco che ti può servire, fa che domani sia un giorno migliore.

Volevo dirti quattro parole, ma non so nemmeno da dove iniziare

È che domani sarà ancora sole, ma perdo il controllo senza di te.

 

Ma tu mi vedi? Mi vedi davvero? E’ così lungo questo cercare

Sdraiato al sole non ci so stare, domani esco e ti cercherò lo stesso

Mentre mi perdo, ti cerco altrove, mi dici che lì tu non ci sai stare

Si rompe il gioco e sembra di impazzire ma è la paura che ci fa morire.

 

Stendi le braccia verso questo mare, presta attenzione a chi vuol costruire

Guarda negli occhi le cose nuove e lascia andare chi fa troppe parole

E’ il tuo momento, lo aspettavi da tanto, lascia che il vento si porti le cose

E’ sempre tempo per farsi stupire, mi insegni la vita che perdo per me.

 

Ma tu ci credi? Ci credi davvero? Che un sogno, in realtà, non può durare

Senza gli appigli si naufraga in mare, ma ho un posto caldo se qui vuoi sostare.

Ma non dormire che il tempo è poco, riposa pure per qualche minuto

L’amore fermo non ci sa stare, le persone buone non restano sole.

 

(Nico)

L’hotel di troppe stelle

13 Ott

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I vortici del cambiamento hanno un colore tutto bianco

Di un hotel troppe stelle e nessuna qui di fianco.

Son le sagome delle città che mascherano buoni con assassini,

Vivi in silenzi, in sguardi persi, dentro prigioni senza confini.

All’hotel di troppe stelle i sogni vengono su robusti e forti

Che puoi inventarti tutto per rafforzarli e non farli morti

Come un ricordo antico di vent’anni, per archiviar ‘l futuro

Che le speranze chiude ed accettarlo è sempre più duro.

All’hotel di troppe stelle s’affolla la compagnia

Pareti piene d’occhi che hai salutato e sei andato via,

Quando è scaduto il tempo ed urlava una nuova sfida,

Ma i loro eran distratti come se tutto fosse vita.

All’hotel di troppe stelle di amici ne ho incontrati

Sconosciuti il giorno prima e in uno sguardo per sempre grati

E mi hanno offerto un posto nel loro ripido cammino

E ne ho abusato un poco per quel che chiamano destino.

All’hotel di troppe stelle siamo privi di parole

Se non t’inganni bene prendon forma le paure

E se ci sei passato non è colpa di nessuno

Si prende come viene per disegnare il sorriso di qualcuno

E così ti ho visto piangere e poi ridere in un minuto

In un hotel di troppe stelle eri un diamante ma scalfito

E distante mille notti è stato mio il tuo tormento

“Hai mai amato qualcuno senza poterlo avere accanto?”

(Nico)

La geometria di chi va via

21 Lug

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Scorrono i binari dai finestrini di un treno

Come gli stessi fili di quella tela che Elisa

Poche volte chiama vita e troppe volte invece sfida.

Ma ama i suoi ricordi e i suoi trent’anni

Che Pablo invece non ricorda più, ma è lì che è vivo, è vivo.

In mezzo c’è un cuore solo dai battiti lenti

E un digrignare di denti ogni volta che lei se ne va.

Passa l’odore, passa il sapore e la solita domanda: “che senso ha?”

Chi gli racconterà dei domani luminosi, dei forzati riposi

Delle domeniche che piove, dei piedi in riva al mare,

Dei pensieri in cui c’è il sole, chissà chi gli parlerà.

Ma non importa ora, se andava bene com’era,

Se domani sarà una preghiera di ritrovarsi qui,

Con o senza anni, con quelle mille scuse che poi non ci credi mai.

E allora balla: sui miei amori dimenticati,

Sulla felicità dei giorni andati, sul coraggio di non tornare

Sui miei occhi da dimenticare, per non piangere più.

Balla dentro un temporale estivo, sopra l’inchiostro nero

E sui fiori dei soldati , come sugli arretrati che ti raggiungono mai.

Balla sui rumori e sui colori, nelle manifestazioni di chi non ci credeva più.

Balla come se fossimo due zingari, di quelli che sappiamo noi

Per chi ci veda ballare sappia che due zingari sanno anche amare.

La geometria di chi va via se guardi bene è una poesia

La cui rima né Elisa, né Pablo baceranno mai

Ché due anime lontane si cercano non solo a parole

E si aspettano per rincontrarsi, magari e chissà dove.

E allora balla: sui miei amori dimenticati,

Sulla felicità dei giorni andati, sul coraggio di non tornare

Sui miei occhi da dimenticare, per non piangere più.

Balla come se fossimo due zingari, di quelli che sappiamo noi

Per chi ci veda ballare sappia che due zingari sanno anche amare.

Balla e non smettere mai.

(Nico)

Sorridi

4 Mar

Sorridi

Ci toglieranno la musica dalle orecchie, il colore dai quadri ed il suono dalle parole

Se in una notte al buio mi guardi e dici: “Ho paura”.

Promettimi che sorriderai ora.

Non domani, non poi. Ora.

Siamo in guerra e lo siamo sempre stati

Contro tutti e contro nessuno.

Ma io non l’ho mai saputo.

Non credere.

Alla stampa, alle apparenze, al terrore, alla società,

Ad un Dio, che divide, non credere.

Non cedere.

Ai ricordi, agli sconti, al mercato,

Ai profeti dell’odio, non cedere.

Tienimi.

Anche se non fa notizia, tienimi.

Le mani, le braccia, i capelli, i pensieri

Non ne parleranno mai.

Aspetteranno che tu vada via.

Raccontami.

Dei tuoi sogni infranti, del tuo svegliarsi all’alba

E di tutto quello che aspetti e non passa mai.

Datemi.

Un nemico al giorno.

Datemi.

Un bambino al giorno perché devo sapere,

che cosa gli stiamo per gli stiamo per lasciare.

Sorridi.

E fammi ancora dei discorsi

Qualsiasi cazzo di cosa voglia dire

Per ritrovarsi stretti.

Corri.

Non ci prenderanno mai.

Sogna.

Un giorno vento, un giorno tempesta.

Sogna.

Lontano dal mondo.

Sorridi.

Ora.

(Nico)

La rivoluzione dei giorni nostri

23 Ott

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Svegliarsi presto la mattina o non dormire mai
Portarsi in giro per il centro tanto, che lavoro fai?
Insegui un altro giorno in cui non ti ritroverai
Le tue parole sono forti si, ma le conseguirai?

Mentre t’incazzi, scleri e fai denunce on-line
Con un i.p. sopra le spalle che libertà hai?
E non un selfie ma uno specchio servirebbe sai
E’ un conto da pagare con chi non ti lascia solo mai.

Essere ovunque sempre e comunque, come non esserci mai.

Tanto domani sarà tutto uguale
Perdersi o ricominciare che differenza fa?
I nostri sogni messi ad asciugare
Per comodità.
Le tue parole fanno così male
Ma tutto passerà.

Portami con te stasera e illudimi di non tornare più.
Lo so, lo so che lo faremo, ma questa volta vai avanti tu.
Mastico ancora paranoie e solite canzoni
Dentro i versi: “Adesso è tempo, tempo di rivoluzione”
Mi fido e provo a stare dietro ai tuoi occhi di speranza
Perdendo un passato cieco e bieco e rido presumendo di chiamarlo sofferenza.

Questa ricerca continua chissà dove ci porterà, questa sfida continua quanto ci dividerà?
Quanto ancora sarà tempo per sperare e quanto altro ci potrà bastare?

Essere ovunque sempre e comunque, come non esserci mai.

Tanto domani sarà tutto uguale
Perdersi o ricominciare che differenza fa?
I nostri sogni messi ad asciugare
Per comodità.
Le tue parole fanno così male
Ma tutto passerà.

Andare avanti per inerzia e non per volontà
Mentre se arriva un sorriso è pura banalità
Per adattarsi senza un bisogno, ma per quel che il mercato dà
Non avremo mai comprato ieri quello che oggi è necessità.

Essere ovunque sempre e comunque, come non esserci mai.

Tanto domani sarà tutto uguale
Perdersi o ricominciare che differenza fa?
I nostri sogni messi ad asciugare
Per comodità.
Le tue parole fanno così male
Ma tutto passerà.

(Nico)

E tutti quei discorsi che non faremo mai

17 Lug

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In piazza Dante i magrebini si affollano nelle loro canzoni

Mentre noi al sole ci stringiamo su distese di parole,

Dove non torniamo. Quando riparti mi chiedi  “a che punto siamo?”

Si è alzata la nebbia dalle tue parti ed è così diradata

I miei silenzi innalzati a bandiera sono solo l’ultima frontiera

Che mi serve per delineare i confini tra me e te.

Ne vorrei proteggere i tuoi, ma il rumore dei miei ti sfonda le vene

E allora mi rincorri su chilometri di parole che ti escono dall’intestino

Ed io sorrido, mentre mi faccio a brandelli.

 

Ci osservano per  domandarsi  se siamo troppo grandi per giocare a nascondino

Per controllarci i portafogli, i documenti ed i riflessi

Mentre sei in preda ad un’altra crisi della mia assenza.

E si domanderanno ancora se siamo troppo grandi

Per le passeggiate, per i giri in giostra, per stringersi le mani,

Per le stelle, per le esplosioni, per i furti e le bravate

Ma io ho ancora voglia di sussurrarti buonanotte.

 

Bianca mi scrive dal nord e mi dice che dovrei raggiungerla

Lo farei, ma sono ancora perso tra gli scatoli e i progetti

Di un domani che non arriva mai

E poi mai, e allora rimando.

Domani mi ricorderò che mi mancavi

Perché ora il telefono continua a squillare

Ed io odio le correnti, le siringhe e gli obblighi coniugali.

 

Cinzia ha paura di lasciarsi andare mi dice,

Mentre io sopra la balaustra sono in bilico e aspetto solo il momento

Per chiederti dove sei, quando io non ci sono?

Le autovelox mi aspettano al solito varco, con la loro lentezza

Senza sapere che io sto correndo all’indietro e precipito.

I tuoi libri mi lacerano, tu fingi di non saperlo

Quando mi mordi, vorresti svegliarmi

Ma io sono in trip ancora una volta.

 

Il tempo ora sta portando via dei vecchi amori

Che se li guardi bene sono vestiti da carnevale.

Finti. Come me.

Cambiamo e restiamo uguali.

Ed io ho bevuto troppo per decidere.

Farei volentieri tre passi oltre

E mentre lo dico mi sono vestito da carnevale anche io.

Fingo.

 

Melarosa è diventata brutta ma continua il suo spettacolo

Con vestiti che non può più permettersi

Ma io continuo a guardarla per masturbarmi ancora.

Corriamo come i soliti atleti drogati, dai rapporti umani

Mentre lascio che le tue parole mi prendano per sfinimento.

Ho risposto a Marco l’altro giorno che mi dice

Che i sentimenti ormai sono un business

Ed io non gli credo,  sarei ancora troppo ingenuo.

 

Tu mi giri nuda per casa mentre io non ti guardo

Mentre distolgo lo sguardo verso un vuoto

Che in realtà non abbiamo mai affrontato.

Ce ne andremo, un giorno o l’altro

Io e te come se ci fossimo arresi

Alle bombe che esplose ci fanno sentire vivi,

Per illuderci di annientarci per qualcun altro.

Ma un giorno, lontani

Continueremo a tormentarci, solo per essere felici.

(Nico)

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